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TAORMINA - CENNI STORICI
Sull'origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium) vi sono varie versioni.
Diodoro Siculo narra che nel 753 a.C., i Greci sbarcarono nella baia di Taormina, dove fondarono Naxos, la prima colonia greca in Sicilia e dove già abitavano i Siculi, i quali vivevano di agricoltura e di allevamento nella rocca di Taormina.
Dionisio, tiranno di Siracusa, alleato di Sparta nella guerra contro Atene, spinse gli Jonici presenti a Naxos, alleati di Atene, a valle del Monte Tauro, dove vivevano i Siculi insieme ad altri jonici. Taormina risplendeva sotto il governo di Andromaco. Nel 345 a.C., Timoleone da Corinto giunse a Tauromenium, al fine di ottenere appoggio militare per sostenere la libertà dei Siracusani. Dionisio voleva riprendersi con la forza il territorio di Tauromenion, ma i Tauromenitani risposero che apparteneva loro di diritto, poiché i propri antenati Greci ne avevano già preso possesso. Sotto la minaccia di Dionisio, nel periodo della XCVI Olimpiade (396 a.C.), i nassioti si trasferirono in massa a Tauromenion, attratti da questo colle per natura fortificato, nonché spinti dal condottiero dei Cartaginesi Imilcone, alleato degli Jonici contro i Dorici.
Vito Amico sosteneva d'altra parte che Andromaco, radunati i superstiti dell'eccidio di Naxos del 403 a.C., li convinse a spostarsi nel 358 a.C. nel vicino colle, che per la sua forma particolare prese il nome di Tauromenion (Toro e menein, dal greco rimanere).
Secondo Plinio Taormina in origine si chiamava Naxos, dal nome dei Nassi, che, insieme agli Zanclei erano i primi abitanti di Taormina.
Dominio dei Tiranni di Siracusa - Con lo sbarco di Timoleone da Corinto, Taormina fu sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordinò l'eccidio di molti uomini illustri della città e mandò in esilio Timeo, figlio di Andromaco. Seguono altri due tiranni siracusani: Tindarione e poi Gerone.
Epoca romana - Nel 212 a.C., Roma dichiarò la Sicilia provincia romana, ciò rappresenta la fine del dominio siracusano. I suoi abitanti divennero così alleati dei Romani e Cicerone nominò la città "Civis Notabilis", in qualità di una delle tre Civitates foederatae, ciò vuol dire che non toccava ai suoi abitanti pagare decime o eventuali armamenti.
Con la guerra servile del 134 – 132 a.C., gli schiavi insorti scelsero Tauromenium come caposaldo e la occuparono. Stretti d'assedio da Pompilio, resistettero a lungo sopportando la fame e cedendo solo dopo il tradimento di Serapione, uno dei loro capi.
Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcarono a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'aveva occupata. Ottaviano, divenuto Augusto nel 21 a.C., inviò una colonia di Romani fedeli per ripopolare e presidiare Tauromenium, mandando via gli abitanti a lui contrari.
Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, minore rispetto a Messina e Catania.
Plinio e Tolomeo ne narrano le condizioni di colonia romana.
Tardo impero e caduta dell'impero - Secondo la leggenda, con l'avvento del Cristianesimo, Pietro apostolo mandò a Taormina il vescovo Pancrazio, che era impegnato nell'opera di conversione in Sicilia e che costruisce la prima chiesa di Taormina dedicata a san Pietro fondando così la sede del primo vescovato in Sicilia; ma questo personaggio non si sa se sia esistito veramente, non vi sono documenti storici, è solo menzionato alla fine del dominio mussulmano, come scrive Vito Amico.
Caduta dell'Impero romano d'Occidente - Invasione dei Goti - Presenza dei Bizantini - conquista araba.
Taormina aveva una posizione militare strategica del territorio circostante, resistendo insieme a Rometta per 62 anni come ultimo baluardo dell'Impero romano d'Oriente e resistendo agli assalti dei saraceni (grazie alla presenza di sorgenti d'acqua potabile).
Assedio del 904-906 e dominio arabo - Dopo assedio di due anni, la notte del Natale del 906, con il tradimento del mercenario messinese Tommaso Balsamo, Taormina fu presa e distrutta. Gli abitanti maschi furono decapitati, anche il vescovo di Taormina San Procopio, la sua testa fu portata su un piatto d'argento al capo delle truppe saracene Ibrahim II degli Aghlabidi (una via di Taormina porta il suo nome); le ragazze più belle furono date al califfo di Karaujan Al Moezzin, le altre furono rese schiave e chi riuscì a fuggire se ne andò nelle montagne circostanti. La città fu ricostruita nella parte sud, laddove finiva quella greca-romana rasa al suolo dai saraceni, dando inizio a due secoli di concordia fra arabi e cristiani. Gli arabi la abbellirono con giardini e fontane e la ribattezzarono con il nome di Almoezia, dal nome del califfo Al Moezzin.
Assedio del 1078 e dominio svevo - Della città si impossessò il Gran Conte Ruggero, che, espugnata Castronovo, andò alla conquista del Val Demone, cingendo d'assedio la città, con la costruzione di ventidue fortezze fatte di tronchi e rami, un muro invalicabile; i saraceni resistettero a lungo prima di capitolare.
Taormina diventava Città Demaniale, compresa prima nella Diocesi di Troina e, in seguito al trasferimento della sede vescovile, nella Diocesi di Messina.
La Sicilia era sotto gli Svevi e poi sotto gli Aragonesi. Nel 1410, dopo la morte di Martino II, il Parlamento Siciliano, uno dei più antichi d'Europa, scelse Palazzo Corvaja di Taormina per la storica seduta dell'elezione del re di Sicilia, presente la regina Bianca di Navarra. Nel secolo XVI, Filippo IV di Spagna concesse il privilegio che la città appartenesse stabilmente alla Corona.
Assedio del 1675 e dominio francese - Con la Rivolta antispagnola di Messina del 1675, Taormina, poiché fedele alla Corona di Spagna, venne assediata e presa nel 1676 dai francesi di Casa D'Orleans alleati di Messina, che però non la ritenevano importante e la posero sotto la giurisdizione militare della vicina Savoca che si era arresa ai francesi.
La storia gloriosa di Taormina volge al suo declino.
Ritorno dei Borbone - Sconfitti in Sicilia gli Angioini con la guerra del Vespro, Taormina ritornava sotto gli spagnoli ed i viceré con gli antichi privilegi. Con l'occupazione delle truppe napoleoniche di Napoli e del Sud e con il trasferimento della Reggia Borbonica a Palermo, Re Ferdinando I di Sicilia volle ringraziare Taormina per la sua fedeltà ai Borbone contro i francesi donando al sindaco Pancrazio Ciprioti l'Isola Bella.
L'accesso alla città dai tempi dei romani si serviva della Consolare Valeria che si inerpicava tra le colline, così i Borbone realizzarono una strada litoranea che congiungeva facilmente Messina a Catania, nonché la Napoli-Portici, la seconda strada ferrata del Regno, rimasta invariata fino ad oggi.
Taormina, ricca di bellezze paesaggistiche e archeologiche cominciava ad essere oggetto di interesse di nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Houel ed altri), diventando la prescelta del turismo elitario soprattutto dall'Inghilterra come Lady Florence Trevelyan, figlia del Barone Spencer Trevelyan, sua nonna paterna era Lady Maria Wilson cugina della Regina Vittoria, la quale obbligò la nipote all'esilio, a causa della relazione con suo figlio, il Re Edoardo VII che era sposato con Alessandra di Danimarca; lei scelse di vivere a Taormina dove sposò il ricco filantropo Salvatore Cacciola, sindaco di Taormina, nonché amico del Duca di Kent.
Lady Florence Trevelyan comprò l'Isola Bella più 82 vecchie casupole di pescatori e lotti di terreno che abbatté per realizzare lo splendido giardino, oggi il giardino pubblico di Taormina, con le caratteristiche costruzioni ispirate ai suoi viaggi in estremo oriente, aiutò i La Floresta ad ampliare il primo albergo di Taormina, l'Hotel Timeo; dall'Inghilterra arrivò anche il Re Edoardo VII (dopo due anni, però, dalla morte della madre la Regina Vittoria) e dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche (dal 1882) che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, il Kaiser Guglielmo II di Germania, Oscar Wilde, lo Zar Nicola I, Ignazio Florio e Franca Florio, "la stella d'Italia" come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D'Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo.
Con le immagini dei suoi splendidi panorami sullo sfondo dell'Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese, Taormina fece il giro del mondo ma anche per la sua "trasgressione", per i suoi "dotti cenacoli", per il "mito d'Arcadia".
Nacquero alberghi gestiti dalle famiglie taorminesi, che trasformarono un paese di pescatori e contadini e borghesi in un paese di commercianti, albergatori, costruttori. Durante la seconda guerra mondiale il Comando tedesco della Wehrmacht scelse Taormina come sede, così il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio, Taormina subì due bombardamenti aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un'ala del famoso albergo San Domenico in cui era in corso una riunione dell'alto comando tedesco.
Nella internazionale Taormina molte spie inglesi trovarono facile camuffarsi durante il fascismo, per uscire allo scoperto con l'entrata delle truppe alleate. Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza deturpare le proprie caratteristiche naturali e sino al 1968 godette di un turismo elitario prettamente invernale, con apertura ad ottobre e chiusura a giugno. In questa fase, Taormina era frequentata da scrittori come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D. H. Lawrence, Salvatore Quasimodo (che ebbe il prestigioso Premio Letterario Etna-Taormina), da nobili come Giuliana d'Olanda, dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen, da personaggi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo. Svernano per mesi negli alberghi taorminesi, ivi trascorrendo le giornate e le notti nei locali notturni.
Centro d'incontro di artisti, nobili, playboy, scrittori, personaggi vari è il Caffè Concerto "Mocambo" dell'estroso playboy Robertino Fichera, che con i suoi mitici amici Chico Scimone e Dino Papale, fondatore della Women's Tennis Association, fece dipingere un murale nel salone del suo famoso Caffè per immortalare i personaggi seduti accanto a Sigmund Freud e Albert Einstein, quelli che erano i veri protagonisti della dolce vita taorminese.
Nel 1968, vi fu il terremoto del Belice ed alcuni operatori turistici taorminesi, spaventati da probabili ripercussioni, si misero al sicuro scegliendo il turismo di massa con i maggiori tour operator europei.
La cittadina si espanse e la cementificazione divorò le zone verdi, con la conseguente invasione da parte dell'arretrato entroterra siciliano di gente povera in cerca di fortuna, che si improvvisarono albergatori, ristoratori, commercianti e che lentamente si accaparrarono anche i posti di potere. Molti taorminesi svendettero le loro vecchie case, lasciando il posto a case per villeggianti della provincia. Taormina perse così la propria "personalità".
Ora avveniva che gli alberghi chiudevano a novembre per riaprire in primavera. Le famiglie di antichi albergatori taorminesi non riuscirono ad adeguarsi ed in poco tempo persero i propri alberghi, acquistati da società venute da fuori interessate solo ai bilanci.
Gli alberghi non erano più le seconde case di lusso dei viaggiatori che venivano accolti con grande cortesia dai proprietari e con i quali si familiarizzava, si conversava e si prendeva il tè, ma anonimi alberghi con anonimi clienti.
Fu la fine della dolce vita taorminese, fatta di personaggi dell'aristocrazia siciliana e playboy che affascinavano le turiste inducendole a ritornare a Taormina, proprio come avveniva agli inizi del secolo con Geleng e Von Gloeden.
Oggi Taormina mantiene tuttavia un ruolo internazionale di primo piano, grazie alle caratteristiche del paesaggio circostante: da un lato il mare con la sua attraente spiaggia, dall'altro le montagne e colline. Ricca di prestigiosi eventi culturali, come Taormina Arte, è sostenuta anche dalla nascita di nuovi alberghi di lusso, che, aperti tutto l'anno, hanno in poco tempo tirato su le sorti di Taormina, nuovamente città turistica di fama internazionale, elegante, accoglie sia clientela di lusso, sia un turismo estivo di massa.
Diodoro Siculo narra che nel 753 a.C., i Greci sbarcarono nella baia di Taormina, dove fondarono Naxos, la prima colonia greca in Sicilia e dove già abitavano i Siculi, i quali vivevano di agricoltura e di allevamento nella rocca di Taormina.
Dionisio, tiranno di Siracusa, alleato di Sparta nella guerra contro Atene, spinse gli Jonici presenti a Naxos, alleati di Atene, a valle del Monte Tauro, dove vivevano i Siculi insieme ad altri jonici. Taormina risplendeva sotto il governo di Andromaco. Nel 345 a.C., Timoleone da Corinto giunse a Tauromenium, al fine di ottenere appoggio militare per sostenere la libertà dei Siracusani. Dionisio voleva riprendersi con la forza il territorio di Tauromenion, ma i Tauromenitani risposero che apparteneva loro di diritto, poiché i propri antenati Greci ne avevano già preso possesso. Sotto la minaccia di Dionisio, nel periodo della XCVI Olimpiade (396 a.C.), i nassioti si trasferirono in massa a Tauromenion, attratti da questo colle per natura fortificato, nonché spinti dal condottiero dei Cartaginesi Imilcone, alleato degli Jonici contro i Dorici.
Vito Amico sosteneva d'altra parte che Andromaco, radunati i superstiti dell'eccidio di Naxos del 403 a.C., li convinse a spostarsi nel 358 a.C. nel vicino colle, che per la sua forma particolare prese il nome di Tauromenion (Toro e menein, dal greco rimanere).
Secondo Plinio Taormina in origine si chiamava Naxos, dal nome dei Nassi, che, insieme agli Zanclei erano i primi abitanti di Taormina.
Dominio dei Tiranni di Siracusa - Con lo sbarco di Timoleone da Corinto, Taormina fu sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordinò l'eccidio di molti uomini illustri della città e mandò in esilio Timeo, figlio di Andromaco. Seguono altri due tiranni siracusani: Tindarione e poi Gerone.
Epoca romana - Nel 212 a.C., Roma dichiarò la Sicilia provincia romana, ciò rappresenta la fine del dominio siracusano. I suoi abitanti divennero così alleati dei Romani e Cicerone nominò la città "Civis Notabilis", in qualità di una delle tre Civitates foederatae, ciò vuol dire che non toccava ai suoi abitanti pagare decime o eventuali armamenti.
Con la guerra servile del 134 – 132 a.C., gli schiavi insorti scelsero Tauromenium come caposaldo e la occuparono. Stretti d'assedio da Pompilio, resistettero a lungo sopportando la fame e cedendo solo dopo il tradimento di Serapione, uno dei loro capi.
Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcarono a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'aveva occupata. Ottaviano, divenuto Augusto nel 21 a.C., inviò una colonia di Romani fedeli per ripopolare e presidiare Tauromenium, mandando via gli abitanti a lui contrari.
Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, minore rispetto a Messina e Catania.
Plinio e Tolomeo ne narrano le condizioni di colonia romana.
Tardo impero e caduta dell'impero - Secondo la leggenda, con l'avvento del Cristianesimo, Pietro apostolo mandò a Taormina il vescovo Pancrazio, che era impegnato nell'opera di conversione in Sicilia e che costruisce la prima chiesa di Taormina dedicata a san Pietro fondando così la sede del primo vescovato in Sicilia; ma questo personaggio non si sa se sia esistito veramente, non vi sono documenti storici, è solo menzionato alla fine del dominio mussulmano, come scrive Vito Amico.
Caduta dell'Impero romano d'Occidente - Invasione dei Goti - Presenza dei Bizantini - conquista araba.
Taormina aveva una posizione militare strategica del territorio circostante, resistendo insieme a Rometta per 62 anni come ultimo baluardo dell'Impero romano d'Oriente e resistendo agli assalti dei saraceni (grazie alla presenza di sorgenti d'acqua potabile).
Assedio del 904-906 e dominio arabo - Dopo assedio di due anni, la notte del Natale del 906, con il tradimento del mercenario messinese Tommaso Balsamo, Taormina fu presa e distrutta. Gli abitanti maschi furono decapitati, anche il vescovo di Taormina San Procopio, la sua testa fu portata su un piatto d'argento al capo delle truppe saracene Ibrahim II degli Aghlabidi (una via di Taormina porta il suo nome); le ragazze più belle furono date al califfo di Karaujan Al Moezzin, le altre furono rese schiave e chi riuscì a fuggire se ne andò nelle montagne circostanti. La città fu ricostruita nella parte sud, laddove finiva quella greca-romana rasa al suolo dai saraceni, dando inizio a due secoli di concordia fra arabi e cristiani. Gli arabi la abbellirono con giardini e fontane e la ribattezzarono con il nome di Almoezia, dal nome del califfo Al Moezzin.
Assedio del 1078 e dominio svevo - Della città si impossessò il Gran Conte Ruggero, che, espugnata Castronovo, andò alla conquista del Val Demone, cingendo d'assedio la città, con la costruzione di ventidue fortezze fatte di tronchi e rami, un muro invalicabile; i saraceni resistettero a lungo prima di capitolare.
Taormina diventava Città Demaniale, compresa prima nella Diocesi di Troina e, in seguito al trasferimento della sede vescovile, nella Diocesi di Messina.
La Sicilia era sotto gli Svevi e poi sotto gli Aragonesi. Nel 1410, dopo la morte di Martino II, il Parlamento Siciliano, uno dei più antichi d'Europa, scelse Palazzo Corvaja di Taormina per la storica seduta dell'elezione del re di Sicilia, presente la regina Bianca di Navarra. Nel secolo XVI, Filippo IV di Spagna concesse il privilegio che la città appartenesse stabilmente alla Corona.
Assedio del 1675 e dominio francese - Con la Rivolta antispagnola di Messina del 1675, Taormina, poiché fedele alla Corona di Spagna, venne assediata e presa nel 1676 dai francesi di Casa D'Orleans alleati di Messina, che però non la ritenevano importante e la posero sotto la giurisdizione militare della vicina Savoca che si era arresa ai francesi.
La storia gloriosa di Taormina volge al suo declino.
Ritorno dei Borbone - Sconfitti in Sicilia gli Angioini con la guerra del Vespro, Taormina ritornava sotto gli spagnoli ed i viceré con gli antichi privilegi. Con l'occupazione delle truppe napoleoniche di Napoli e del Sud e con il trasferimento della Reggia Borbonica a Palermo, Re Ferdinando I di Sicilia volle ringraziare Taormina per la sua fedeltà ai Borbone contro i francesi donando al sindaco Pancrazio Ciprioti l'Isola Bella.
L'accesso alla città dai tempi dei romani si serviva della Consolare Valeria che si inerpicava tra le colline, così i Borbone realizzarono una strada litoranea che congiungeva facilmente Messina a Catania, nonché la Napoli-Portici, la seconda strada ferrata del Regno, rimasta invariata fino ad oggi.
Taormina, ricca di bellezze paesaggistiche e archeologiche cominciava ad essere oggetto di interesse di nazioni europee e di famosi scrittori ed artisti (Goethe, Maupassant, Houel ed altri), diventando la prescelta del turismo elitario soprattutto dall'Inghilterra come Lady Florence Trevelyan, figlia del Barone Spencer Trevelyan, sua nonna paterna era Lady Maria Wilson cugina della Regina Vittoria, la quale obbligò la nipote all'esilio, a causa della relazione con suo figlio, il Re Edoardo VII che era sposato con Alessandra di Danimarca; lei scelse di vivere a Taormina dove sposò il ricco filantropo Salvatore Cacciola, sindaco di Taormina, nonché amico del Duca di Kent.
Lady Florence Trevelyan comprò l'Isola Bella più 82 vecchie casupole di pescatori e lotti di terreno che abbatté per realizzare lo splendido giardino, oggi il giardino pubblico di Taormina, con le caratteristiche costruzioni ispirate ai suoi viaggi in estremo oriente, aiutò i La Floresta ad ampliare il primo albergo di Taormina, l'Hotel Timeo; dall'Inghilterra arrivò anche il Re Edoardo VII (dopo due anni, però, dalla morte della madre la Regina Vittoria) e dalla Germania personaggi come Johann Wolfgang von Goethe, che citò Taormina nel suo Viaggio in Italia (Italienische Reise), il fotografo barone Wilhelm von Gloeden, il pittore Otto Geleng, Friedrich Nietzsche (dal 1882) che qui scrisse Così parlò Zarathustra, Richard Wagner, il Kaiser Guglielmo II di Germania, Oscar Wilde, lo Zar Nicola I, Ignazio Florio e Franca Florio, "la stella d'Italia" come la chiamava il Kaiser ed amica della Trevelyan, Gabriele D'Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Edmondo De Amicis e banchieri, magnati, aristocratici di tutto il mondo.
Con le immagini dei suoi splendidi panorami sullo sfondo dell'Etna innevato e fumante che declina sino al mare turchese, Taormina fece il giro del mondo ma anche per la sua "trasgressione", per i suoi "dotti cenacoli", per il "mito d'Arcadia".
Nacquero alberghi gestiti dalle famiglie taorminesi, che trasformarono un paese di pescatori e contadini e borghesi in un paese di commercianti, albergatori, costruttori. Durante la seconda guerra mondiale il Comando tedesco della Wehrmacht scelse Taormina come sede, così il 9 luglio del 1943, giorno del patrono San Pancrazio, Taormina subì due bombardamenti aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un'ala del famoso albergo San Domenico in cui era in corso una riunione dell'alto comando tedesco.
Nella internazionale Taormina molte spie inglesi trovarono facile camuffarsi durante il fascismo, per uscire allo scoperto con l'entrata delle truppe alleate. Nel dopoguerra Taormina si ingrandì senza deturpare le proprie caratteristiche naturali e sino al 1968 godette di un turismo elitario prettamente invernale, con apertura ad ottobre e chiusura a giugno. In questa fase, Taormina era frequentata da scrittori come Roger Peyrefitte, Truman Capote, André Gide, D. H. Lawrence, Salvatore Quasimodo (che ebbe il prestigioso Premio Letterario Etna-Taormina), da nobili come Giuliana d'Olanda, dai reali di Svezia e di Danimarca, dal Presidente della Finlandia Urho Kekkonen, da personaggi come Soraya, Ava Gardner, Romy Schneider, Liz Taylor, Richard Burton, Dino Grandi, Willy Brandt, Greta Garbo. Svernano per mesi negli alberghi taorminesi, ivi trascorrendo le giornate e le notti nei locali notturni.
Centro d'incontro di artisti, nobili, playboy, scrittori, personaggi vari è il Caffè Concerto "Mocambo" dell'estroso playboy Robertino Fichera, che con i suoi mitici amici Chico Scimone e Dino Papale, fondatore della Women's Tennis Association, fece dipingere un murale nel salone del suo famoso Caffè per immortalare i personaggi seduti accanto a Sigmund Freud e Albert Einstein, quelli che erano i veri protagonisti della dolce vita taorminese.
Nel 1968, vi fu il terremoto del Belice ed alcuni operatori turistici taorminesi, spaventati da probabili ripercussioni, si misero al sicuro scegliendo il turismo di massa con i maggiori tour operator europei.
La cittadina si espanse e la cementificazione divorò le zone verdi, con la conseguente invasione da parte dell'arretrato entroterra siciliano di gente povera in cerca di fortuna, che si improvvisarono albergatori, ristoratori, commercianti e che lentamente si accaparrarono anche i posti di potere. Molti taorminesi svendettero le loro vecchie case, lasciando il posto a case per villeggianti della provincia. Taormina perse così la propria "personalità".
Ora avveniva che gli alberghi chiudevano a novembre per riaprire in primavera. Le famiglie di antichi albergatori taorminesi non riuscirono ad adeguarsi ed in poco tempo persero i propri alberghi, acquistati da società venute da fuori interessate solo ai bilanci.
Gli alberghi non erano più le seconde case di lusso dei viaggiatori che venivano accolti con grande cortesia dai proprietari e con i quali si familiarizzava, si conversava e si prendeva il tè, ma anonimi alberghi con anonimi clienti.
Fu la fine della dolce vita taorminese, fatta di personaggi dell'aristocrazia siciliana e playboy che affascinavano le turiste inducendole a ritornare a Taormina, proprio come avveniva agli inizi del secolo con Geleng e Von Gloeden.
Oggi Taormina mantiene tuttavia un ruolo internazionale di primo piano, grazie alle caratteristiche del paesaggio circostante: da un lato il mare con la sua attraente spiaggia, dall'altro le montagne e colline. Ricca di prestigiosi eventi culturali, come Taormina Arte, è sostenuta anche dalla nascita di nuovi alberghi di lusso, che, aperti tutto l'anno, hanno in poco tempo tirato su le sorti di Taormina, nuovamente città turistica di fama internazionale, elegante, accoglie sia clientela di lusso, sia un turismo estivo di massa.


